Set 30, 2015

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“S518″ – di Nazzareno Berton

“S518″  – di Nazzareno Berton

“S518″  – di Nazzareno Berton

 PhotoHappening-Simposio, Carpe Diem Sestri Levante 2014.

 

 

 

 

 

Dopo aver visitato per la prima volta un sottomarino, ho voluto rappresentare con questo lavoro l’angusta vita dei marinai, il dover vivere in condizioni infernali, in spazi ristretti e sottoposti a stress notevoli.

  1. Il Direttore says:

    “S518”, di Nazzareno Berton, è un’opera animata da un’idea di narrativa tematica per l’interpretazione soggettiva dello spazio di comando di un sottomarino.
    La cultura tecnica dell’autore, posta in gioco dalla visita al Museo del Mare di Genova, ha risolto il racconto delle proprie impressioni, nel vedere gli spazi tecnologici di questa nave da guerra, col valorizzare le cose che venivano toccate dai marinai nello svolgere le loro mansioni e con le atmosfere ambientali di questo spazio, molto somigliante ad una rudimentale navicella spaziale.
    La plancia di comando, le valvole, il periscopio, il lavabo, gli interruttori, sono le cose che servono per guidare un sommergibile, ma poi le luci suggestive creano uno spazio emozionale : gialle per illuminare, rosse per l’allarme, blu dello schermo del sonar che fornisce elementi per misurare e immaginare.
    Oggi a un ragazzo, tutto ciò, appare come un grande giocattolo ma ad un adulto promuove riflessioni sulla vita di marinai che con questa nave speciale hanno preso il mare immergendosi nei suoi abissi, e davanti a questi scenari si resta molto impressionati.
    Complimenti a Nazzareno Berton per la scelta visiva consapevole che ha lasciato lo sfuocato a promuove l’immaginazione di chi legge le sue immagini e con il frammento in evidenza ci ha portato nei panni del marinaio al suo difficile e pericolosissimo lavoro.

  2. Antonino Tutolo says:

    Sentendo parlare di un sommergibile, mi stavo rassegnando al solito lavoro in B/N; e sarebbe stato difficile contraddire il pretesto della maggiore incisività delle ombre misteriore degli abissi.
    Invece no.
    Colore.
    E che colore !
    Contrasti di rosso e di verde; di linee rette e curve in armonia; colore forte, vivo, aggressivo;
    come si addice a chi veramente si trova isolato nel profondo del mare, ma ha l’occhio vigile, la mente aperta, il bisogno di pensare al futuro con buone prospettive ed ottimismo.

    Il lavoro di Nazzareno Berton è un’ottimo esercizio compositivo e, considerata la complessità dei soggetti, sia per le forme che per i colori, si può dire ottimamente riuscito, a parte qualche minimo dettaglio capriccioso.
    E’ un genere di fotografia che richiede una virtù compositiva innata coltivata con tanto studio. Nazzareno se l’é cavata egregiamente d’istinto ed ha dalla sua il tempo per migliorare.
    Complimenti

  3. Isabella Tholozan says:

    Su quello che il colore dice e su cosa riesce a smuovere nell’animo umano si potrebbe parlare per ore; sono felice, da appassionata e studiosa dell’uso del colore nell’arte, nel vedere che, anche in un mondo fotografico accademico di bianco neristi, si possa venir apprezzati nel proporre un’opera che punta sulla forza espressiva del colore.
    Scelta intelligente e vincente in quanto sdogana il soggetto da un’interpretazione esclusivamente tecnica e bellica e, riesce, grazie proprio alla forza del colore e all’uso che se ne fà all’interno di questo mezzo militare, ad umanizzare un oggetto di forte impatto simbolico.

  4. Clara Lunardelli says:

    Berton, l’amore per i particolari e per le armonie dei colori.

  5. Ottimo portfolio, ottimi colori, ottimo sfocato e ottime composizioni. Le foto sono sono frammenti d’immagine che come pezzi di un puzzle raccontano la struttura di un sottomarino. Complimenti!
    La foto che più esprime “l’angusta vita dei marinai” è per ma la numero 8, mentre le altre si limitano a descrivere in modo molto apprezzabile l’ambiente.

  6. Nazzareno Berton says:

    Ringrazio vivamente per la pubblicazione del mio lavoro nonché per i graditi commenti.
    Vi seguo con soddisfazione e complimenti per il grande lavoro che continuate a portare avanti.

  7. I colori accesi con una lieve dominante “antica” giallognola, riporta indietro nel tempo, Molto belle le inquadrature di particolari, evidenti segni d’uso ai bordi dei due trackball gialli incastonati nel pulpito di comando/controllo rendono l’idea di un estenuante lavoro. Significativo il particolare del lavandino d’acciaio nel quale si evidenzia lo spirito di adattamento di uomini in una situazione poco agiata.
    Mi è piaciuto questo “reportage”, molto bello ed espressivo.

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