Set 30, 2018

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MANIFESTI VIRTUALI_07.2 – di Monica Mazzolini

MANIFESTI VIRTUALI_07.2 – di Monica Mazzolini

 

 

 

 

 

 

 

Laboratorio di Storia della fotografia
LAB Di Cult 025 FIAF,
coordinato da Monica Mazzolini

La Photo-Secession e Camera Work:
le fotografie (seconda e ultima parte)

Dopo aver descritto lo scopo della Photo-Secession ed il suo manifesto redatto nel primo numero della rivista “Camera Work” (gennaio 1903) ecco una selezione di fotografi e fotografie pubblicate fino al 1917.

 

Alfred Stieglitz (1864-1946): L’artista fissa solidamente i suoi soggetti nella realtà, poiché, a suo dire, il carattere artistico risiede nello sguardo che l’operatore rivolge al mondo”. Proveniente da una famiglia benestante ebreo-tedesca emigrata in America, Stieglitz è stato fotografo, critico, editore, gallerista, e soprattutto padre spirituale e teorico della Photo-Secession. Sposerà la pittrice Georgia O’Keeffe (1887-1986) che sarà anche la sua musa per tante fotografie, famose quelle di nudo. Le sue fotografie sono dominate dallo stile pittorico e per lo più rappresentano scene di vita quotidiana nelle strade di New York. Grazia nei gesti e “presunta bruttezza dello spazio urbano” sono coniugate e narrate con garbo. Un racconto visivo in cui è possibile percepire anche l’odore ed il sapore della realtà, mai dimenticata nelle sue immagini. Dopo la prima guerra mondiale, come molti altri fotografi pittorialisti, si dedicherà alla fotografia “diretta” (straight photography) – che già è anticipata con una delle sue fotografie più famose “The Steerage” (datata 1907 e pubblicata sul numero 36 di Camera Work nel 1911) – in cui l’autore si orienta verso la fotografia moderna.

 

Snapshot from my window New York di Alfred Stieglitz (Camera Work 20, 1907)

 

The Terminal di Alfred Stieglitz (Camera Work 36, 1911)

 

The Steerage di Alfred Stieglitz (Camera Work 36, 1911)

 

Georgia O’Keeffe in pencil on the reverse, Fotografia di Alfred Stieglitz (1918)

 

 

Edward Steichen (1879-1973): fotografo ma anche pittore (fino al 1923; noto un suo autoritratto fotografico mentre si ritrae con la tavolozza ed il pennello). Lussemburghese naturalizzato statunitense, nel 1902 è stato cofondatore della Photo-Secession. Nelle sue fotografie, che risalgono a questo momento artistico, la poetica del Romanticismo e del Simbolismo sono caratteristiche salienti ma non manca il realismo di alcune scene da lui rappresentate. In questo genere di rappresentazione e di soggetto si discosta dal reportage accentuando l’atmosfera e la mancanza di dettagli che producono una scarsa informazione delle stesse prediligendo il carattere estetico e soggettivo. Nel 1955 (dal 24 gennaio all’8 maggio) organizzerà, come direttore del dipartimento fotografico del MoMA di New York la mostra “The Family of Man”.

 

Dolor di Edward Steichen (Camera Work 2, 1903)

 

Rodin di Edward Steichen (Camera Work 2, 1903)

 

Portraits, Evening di Edward Steichen (Camera Work, The Steichen Supplement 1906)

 

 

Frank Eugene (1865-1936): fotografo di origini americane è stato un membro fondatore della Photo-Secession ed uno dei primi professori di fotografia a livello universitario al mondo. Forte la componente Romantica dei soggetti e della forma.

 

Adam and Eve di Frank Eugene (Camera Work 30, 1910)

 

The cat di Frank Eugene (Camera Work 48, 1916)

 

 

Clarence H. White (1871–1925): socio fondatore della Photo-Secession diventa famoso per le sue immagini delicate e idealizzate della vita familiare rurale. Nel 1907 viene nominato primo docente di fotografia presso il Teachers College della Columbia University. Le sue fotografie, in cui sempre una grande attenzione viene data alla luce, possono essere suddivise secondo due stili differenti. In un caso le scene sono un racconto visivo in cui il fotografo evidenzia un certo numero di segni, dove sempre prevalgono la composizione e l’armonia, che lo spettatore è libero di leggere ed interpretare mentre nel secondo caso l’immagine diventa una ricerca estetica e formale che si sposta verso il minimalismo.

 

Illustration to “Eben Holden” di Clarence H. White (Camera Work 3, 1903)

 

The mirror di Clarence H. White (1912) 

 

Drops of rain di Clarence H. White (Camera Work 23, 1908)

 

 

Alvin Langdon Coburn (1882-1966): fotografo statunitense proveniente da una famiglia di industriali studia sotto la guida di Steichen. Realizza numerosi ritratti d’intellettuali dell’epoca in seguito raccolti in due volumi “Men of mark” (1913; Uomini di successo) e “More Men of mark” (1922; Altri uomini di successo). Le sue sono immagini spesso spoglie e prive di soggetto di grande forza simbolica e visionaria; molte sono dei paesaggi interiori. Come spesso accade lungo il suo percorso avviene una trasformazione ed iniziano a comparire forme geometriche che sul finire della Photo-Secession lasceranno il posto a giochi ed esperimenti con la luce (ancor prima di Man Ray).

 

“TheBridge, Ipswich” di Alvin Langdon Coburn (Camera Work 6, 1904)

 

“The Octopus” di Alvin Langdon Coburn (1909)

 

 

Paul Strand (1890-1976): fotografo statunitense, che, insieme ad altri grandi fotografi come Alfred Stieglitz ed Edward Weston, ha contribuito, all’inizio del XX secolo, a donare alla fotografia la dignità artistica che a tutt’oggi conserva. E’ il più moderno di questo gruppo e sarà colui che ufficialmente porterà la fotografia nell’era moderna collaborando agi ultimi due numeri di Camera Work. Non era interessato all’immediatezza che la macchina poteva concedere, non voleva cogliere l’attimo fuggente o immortalare la cronaca del giorno. Le sue foto sono posate, studiate e ragionate, pensate e poi scattate con cura e attenzione fino a cogliere l’essenza della persona nei ritratti, l’essenza del luogo nei paesaggi. Importanti sono le sue fotografie che descrivono la società ma altrettanto, se non ancor di più, quelle formaliste ed astratte in cui le geometrie (si può parlare di astrazione geometrica) ed giochi di luci e ombre diventano un dispositivo visivo.

 

Photograph di Paul Strand (Camera Work 49/50, 1917)

 

New York di Paul Strand (Camera Work 48, 1916)

 

 

Adolf Gayne De Meyer (1868-1946 alla sua morte viene registrato come “Gayne Adolphus Demeyer, scrittore (in pensione)”. Solo poche delle sue opere sono sopravvissute fino ad oggi, la maggior parte è stata distrutta nella seconda guerra mondiale. Fotografie pulite, minimaliste dove prevale l’high-key ed i giochi di trasparenza.

 

Still life di Baron Adolf De Meyer (Camera Work 24, 1908)

 

Still life di Baron Adolf De Meyer (Camera Work 24, 1908)

 

 

Gertrude Käsebier (1852–1934) è stata una delle maggiori fotografe americane del XX secolo. Ha incoraggiato le donne della sua epoca ad intraprendere la carriera fotografica. Conosciuta nel mondo per le sue immagini evocative e romantiche sulla maternità e per i suoi intensi ritratti ai nativi d’America.

 

The Picture Book di Gertrude Kasebier (Camera Work 10, 1905) 

 

Happy days di Gertrude Kasebier (Camera Work 10, 1905)

 

  1. Il Direttore says:

    Come ogni fenomeno umano anche Camera Work ha avuto un inizio e un fine ma il suo esaurimento è coinciso con la comprensione dell’estetica dell’immagine tecnica liberata dalla pittura e nel ‘900 fu esattamente così.

    Già in quest’idea di nuovo linguaggio svincolato da quello delle arti classiche, perché articolato con un processo tecnologico, si pongono le fondamenta verso “l’inconscio ottico” di Walter Benjamin nel 1935, poi “L’inconscio tecnologico” di Franco Vaccari nel 1979 e si apre il pensiero umano all’idea di media, con tutto quel che produrrà nella comunicazione anche qui previsto negli anni ’60 da M. MacLuhan.

    Grazie a Monica per gli stimoli che riesce a suscitare con questo efficace percorso storico della cultura fotografica.

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