Feb 10, 2019

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L’EFFIMERO E L’ETERNO – Elaborazione del concept_07

L’EFFIMERO E L’ETERNO – Elaborazione del concept_07

 

 

 

 

 

 

 

L’EFFIMERO E L’ETERNO –
Elaborazione del concept_07

a cura di Maurizio Tieghi

 

Cogliere l’Eterno nel disperatamente Effimero è la grande magia della vita. (Williams Tennessee)

Chi meglio dell’arte moderna ha nel suo disperatamente effimero rappresenta l’illusione e la speranza dell’eterno?

Senza arrivare fino all’annullamento dell’opera, come l’orinatoio presentato da Duchamp nel 1917, il disegno di De Kooning cancellato da Rauschenberg nel 1953, il foglio di carta attraversato da Murakami nel 1955, il vuoto esposto da Klein nel 1958, dove più dell’opera stessa conta l’idea e il gesto dell’artista.  L’arte moderna è labile e quindi effimera. Ma sa essere gioiosa come il gioco dei bambini, ironica e colorata, sognatrice e leggera.

 Maurizio Tieghi

Sentirsi leggeri è uno stato mentale e fisico, innesca il desiderio e sogno eterno dell’umanità di poter volare con le sole sue forze. Avere le ali, come gli “Angeli Caduti” di Giovanni Gastel, dove l’effimera bellezza della gioventù si trasforma in angeli pagani. Ma è angelo o diavolo il soggetto ricorrente nelle fotografie di  Mustafa Sabbagh nel suo  lavoro “Onore al nero”?

Giovanni Gastel

     Mustafa Sabbagh

Casuale, voluta o copiata la coincidenza della sigaretta nelle due fotografie? Prodotto commerciale che per anni è stato tra i più reclamizzati, simbolo e icona perfetta per sintetizzare l’effimero della nostra società consumistica.  L’impalpabile effimero del fumo e della fiamma nelle fotografie di Rob Prideaux, che richiamano sia le tonalità calde di Gastel che il nero profondo di Sabbagh.

     Rob Prideaux

Ma torniamo alle ali, al sogno del volo, voler vincere la gravità terrestre, raggiungere l’Eterno o volare troppo in alto e poi cadere come fece Icaro

Henri Matisse

 

Volano i personaggi sognanti dei quadri di Marc Chagall anche se non hanno ali, vola Astolfo a cavallo dell’ippogrifo sulla Luna a cercare il senno di Orlando, nell’immaginazione creativa dell’Ariosto rivisitata da Luca Ronconi.

 

Marc Chagall    

Luca Ronaldi

L’uomo è già stato sulla Luna, così racconta la storia recente, ha mostrato la nostra effimera Terra fotografata dal suolo lunare, ma continua a cercare le correnti d’aria ascensionali giuste per raggiungere il satellite e oltre. Come Amstrong, come Astolfo, come Icaro, come gli angeli di Gastel e i diavoli di Sabbagh, come Williams Tennessee, come noi con le nostre fotografie sospese e appese all’eternità del cielo.

Annamaria Mantovani

 

Maurizio Tieghi
Tutor Fotografico FIAF

Coordinatore del LAB Di Cult 056 FIAF

  1. Il Direttore says:

    L’elaborazione del concept da parte dei Coordinatori dei Laboratori, disseminati tra le regioni italiane, hanno anche il pregio di porre in evidenza i tratti dell’immaginario creativo territoriale che cambia da città e città.
    Ferrara è città d’arte non solo per i monumenti ma anche per l’elevata sensibilità artistica dei suoi cittadini.

    Questo post di Maurizio Tieghi ne è la prova, dato che è verso il mondo dell’arte che ha rivolto lo sguardo e la mente per trarre nuove ragioni alla propria creatività.
    Come gli amici ferraresi, anch’io, nell’addentrarmi ne “l’effimero e l’eterno”, sto scoprendo il valore dell’effimero. Mi accorgo che quella brevità è l’unica dimensione concreta che possono aver le emozioni più forti e profonde che possiamo provare.
    Lo stato emozionale non può perdurare che brevemente, perché col loro irrompere e svanire che le emozioni possono raggiungere le intensità più alte, il corpo non reggerebbe oltre.

    L’eterno è quella preziosa elaborazione che può venire dopo, nel saper saziare la fame esistenziale col saper rivivere quelle emozioni che a volte possono essere irripetibili, come quel cuore di fuoco.

    Complimenti A Maurizio Tieghi e a tutto l’ambiente per aver condiviso queso immaginario che si respira solo a Ferrara.

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