Izis: il poeta della fotografia lug29

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Izis: il poeta della fotografia

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” il poeta della fotografia “

7 SETTEMBRE 2013 – 6 GENNAIO 2014

Museo Nazionale della Fotografia – Piazza S. Maria Novella – Firenze

per informazioni:  mnaf@alinari.it

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Sezioni in mostra

IL RITRATTO

Nel 1945, dopo essersi nascosto in zona franca durante la guerra, Izis fa ritorno a Parigi. Con l’aiuto delle raccomandazioni degli amici poeti limosini, René Rougerie e Georges-Emmanuel Clancier, incontra numerosi scrittori e artisti del dopoguerra e realizza alcuni ritratti tra cui quelli di: Dora Maar, Brassaï, Breton, Eluar….

A partire dal primo numero di Paris Match del 25 marzo 1949, Izis partecipa all’avventura editoriale e vede finalmente finire tutti i suoi anni trascorsi nella precarietà. Grazie alle amicizie e ai suoi contatti diventa rapidamente lo specialista del ritratto dei personaggi famosi e fotografa Marie Laurencin, Jouhandeau, Camus, Kessel, Simenon, Rouault, Calder, Soulages… La direzione artistica del giornale rispetta la maniera in cui concepisce i suoi scatti, come nel caso di Roland Petit, quando fa ritorno dalla casa del coreografo con una serie di ritratti nei quali l’artista mima la sua attività con le dita, o quando, dell’incontro con Léautaud, riporta i ritratti dei suoi numerosi gatti. Questo perché Izis, se nel lavoro personale è decisamente contrario alla messinscena, negli scatti che realizza per la rivista, invece, adotta un atteggiamento completamente diverso nei confronti dei suoi soggetti.

CHAGALL

Izis lavora per Paris Match da quindici anni quando, il 26 settembre 1974, viene pubblicato sul numero 807 il suo ‘scoop’ sul soffitto dell’Opéra.

Izis e Chagall si erano già incontrati nel 1949 per un lavoro commissionato da Paris Match. I due avevano stretto rapidamente amicizia e così, in maniera del tutto naturale, il fotografo era diventato il biografo visuale dell’amico più anziano. Entrambi provenivano da una modesta famiglia ebrea dell’Europa dell’Est, entrambi avevano scelto Parigi, capitale della pittura, come città di adozione ed esistono numerose corrispondenze tra i loro universi artistici. Nei dipinti colorati di Chagall i personaggi che fluttuano sopra le città assomigliano a tutti quei dormienti e quei sognatori che Izis pesca un po’ dovunque nello spazio urbano. Chagall è senza dubbio la personificazione del pittore che Izis stesso sognava di essere. Il suo libro Le Monde de Chagall (Gallimard, 1969) testimonia la creatività, il colore, la ripetizione, la decomposizione del movimento e le associazioni di immagini che il fotografo utilizza per avvicinarsi alla rappresentazione dell’essenza della creazione artistica. Izis, unico giornalista accettato da Chagall sul cantiere del soffitto dell’opéra Garnier, ne segue assiduamente tutte le tappe (1963-1964). Giocando sul colore e sulla prospettiva riesce a comporre immagini emozionanti nelle quali il pittore si fonde con i propri personaggi e fluttua con essi nello spazio.

SOGNI DI PARIGI

1945-1980

Nel gennaio 1930 Izis arriva a Parigi dalla Lituania dopo aver sognato da sempre la città delle arti e delle lettere, della libertà e dei diritti umani. Tuttavia è solo dopo la guerra che comincia a trasporre in immagini il proprio sogno di Parigi percorrendo la capitale in lungo e in largo e realizzando due reportages per Paris Match. Le immagini di Izis si inseriscono nella corrente umanista del ‘realismo poetico’ al tempo stesso, riflesso di un’epoca e sguardo personale sul mondo che, attraverso la poesia, si propone di superare l’asprezza del quotidiano. Sognatori, dormienti, pescatori, bambini, vagabondi e innamorati sono i ‘personaggi’ che ricorrono nell’opera di Izis come leitmotiv. Le sue immagini d’atmosfera celebrano una Parigi eterna, atemporale, astorica, nel tentativo di volgere le spalle agli anni neri, alle difficoltà della ricostruzione e alle intolleranze della guerra fredda. La fotografia di Izis ha un’essenza puramente poetica, è intuitiva e, tra gli umanisti, è quella che si allontana di più dalla realtà per perdersi nel sogno. Apparentemente di semplice lettura le sue immagini non sono prive di una certa gravità e nascondono, sotto le arie popolari, l’inquietudine di qualche nota di requiem. Dopo Les Yeux de l’âme (1950), il suo primo libro, Izis realizza tre opere dedicate alla sua città di adozione : Paris des rêves (1950) con le poesie autografe di quarantacinque scrittori, Grand Bal du printemps (1951) a due mani con Jacques Prévert e infine Paris despoètes (1977). 

SOGNI DI TERRA PROMESSA

1952-1955

Nel 1952 Izis viene inviato da Paris Match in Israele per un reportage. Dopo aver concluso il lavoro per la rivista, si lancia alla scoperta di quel paese al quale ha l’impressione di appartenere da sempre, come se vi fosse nato. Intrise dell’educazione biblica della sua infanzia e del fascino esercitato su di lui da questo giovane Stato in costruzione, le fotografie di Izis intrecciano inestricabilmente passato e presente, testo biblico e testimonianza giornalistica, storia universale e storia personale. Alcune fotografie evocano metaforicamente la Shoah, come se si trattasse di un lapsus dell’immagine: quel calzolaio di Tel Aviv circondato da pile di scarpe, o la piccola bambina che con il suo albero gli ricorda Anna Frank. Contrariamente a Robert Capa (1913-1954), Izis non adotta solo il punto di vista ‘oggettivo’ del reporter di Paris Match ma cerca anche l’immagine del suo sogno di una Terra promessa.

In seguito torna tre volte in Israele, in particolare per seguire il processo di Adolf Eichmann nel 1961. Israël, libro ispirato ed ecumenico nel quale egli accosta le proprie fotografie a miniature, citazioni bibliche e testi letterari di diverse origini, viene pubblicato nel 1955 dalla Guilde du Livre con una prefazione di André Malraux.

SOGNI DI LONDRA

1952-1953

« …Ho realizzato due libri in collaborazione con Prévert. Abbiamo passeggiato molto per Parigi e per Londra. Noi eravamo fatti per lavorare insieme, perché lui era un poeta che si ispirava ad una certa realtà e trovava nelle mie fotografie i soggetti che gli stavano a cuore, gli innamorati, i bambini…. Avevamo una visione molto vicina”. Nel giugno 1952, un anno dopo la pubblicazione di GrandBal du printemps, il dialogo tra Prévert e Izis prosegue e si approfondisce in occasione della loro seconda opera a due mani Charmes de Londres, commissionata dalla Guilde du Livre. Trasponendo in poesia l’ironia e l’ingiustizia che pervadono il quotidiano, le parole di Prévert accentuano la lettura poetica e politica delle immagini di Izis.

Contrariamente alla visione sospesa nel tempo della sua Parigi mitica, la Londra di Izis resta ancorata alla realtà mostrando ancora le ferite della guerra. Lontano dai luoghi sfarzosi, ciò che i due amici offrono al visitatore è l’opposto dello scenografico, è la città del popolo e dei miserabili, quella dei cigni che sguazzano nell’immondizia nei pressi di Hammersmith Bridge e dei fondi dei cortili dove si puliscono i bambini e si asciugano i panni. I due non si avvicinano ai luoghi turistici come Piccadilly Circus se non di notte, quando i marinai crollano dal sonno sotto le insegne luminose e gli innamorati possono amarsi senza essere visti.

SOGNI DI CIRCO

1949-1965

Rimasto affascinato da bambino da una famiglia di saltimbanchi che si esibivano su un marciapiede, e, nel giorno del suo arrivo a Parigi, da un ‘vero’ circo in place de la République, Izis non cessa mai di fotografare il mondo circense. Regno del sogno e dell’illusione, dove non esistono le barriere della lingua, il circo ha tutto per attirare il fotografo senza intimidirlo. Le sue immagini cesellate si soffermano sia sui piccoli circhi di quartiere sia sui giocolieri, sui mangiatori di fuoco e di sciabole e su tutti gli altri Zampano che si esibiscono sulle strade. Izis rivolge uno sguardo benevolo e lucido su coloro che la società stigmatizza come emarginati. Le sue fotografie di nani, lillipuziani, obesi e altri freaks, esibiti come mostri da fiera, troveranno un’eco familiare nei ritratti enfatici, realizzati più tardi, dell’americana Diane Arbus che vedrà in loro i veri ‘aristocratici’. Izis punta il suo obiettivo anche sui volti affascinati degli spettatori, in particolare dei lavoratori immigrati che gli assomigliano come fossero suoi doppi. Questo microcosmo si rivela il veicolo per una riflessione costante sulla società e sulla condizione tragicomica dell’uomo.

Nel 1965 Le Cirque d’Izis, pubblicato per le Éditions Sauret, mostra un fotografo all’apice della sua arte e un grande maestro della costruzione dell’impaginato.

BIOGRAFIA 

Izraëlis Bidermanas alias Izis

Gennaio 1911: Izraël Bidermanas nasce a Marijampole, piccola città della Lituania, allora sotto il controllo russo, da una famiglia modesta (suo padre possedeva un negozio di porcellane). La “z” del nome è dovuta ad un errore dello stato civile..

1918: dopo l’indipendenza della Lituania, cambia il suo nome in Izraëlis Bidermanas e alla scuola ebraica i suoi compagni lo soprannominano “il sognatore”.

1924: nonostante suo padre lo spinga a lavorare come falegname, diventa apprendista fotografo. La pittura lo appassiona e a sedici anni lascia Marijampole per andare a lavorare in altre città della Lituania.

1930: attirato dalla Ville lumière e dai suoi pittori si trasferisce a Parigi. I primi tempi sono molto difficili e lavora come stampatore-ritoccatore presso diversi datori di lavoro che lo sfruttano ma allo stesso tempo gli permettono di dormire nei laboratori. Per un anno lavora anche presso lo studio Arnal, specializzato nelle fotografie di attori.

1933-34: lavora come impiegato presso lo studio Rabkine e sposa la figlia del datore di lavoro che gli affida la gestione di un negozio.

1938: nasce il figlio Manuel.

1941: l’intera famiglia è costretta a rifugiarsi in una zona libera, Ambazac vicino Limoges. In Lituania i suoi genitori vengono uccisi dai nazisti.

1944: in agosto sfugge da un arresto da parte dei tedeschi e con la liberazione di Limoges, raggiunge le FFI e fotografa i partigiani che escono dalla clandestinità.

Inizia ad usare lo pseudonimo di Izis e gli abitanti della regione di Limoges scoprono la sua opera grazie a quattro mostre.

Suo fratello David viene ucciso con la sua famiglia in Lituania.

1945: ritorna a Parigi.

1946: dopo aver divorziato durante la guerra, sposa Louise Trailin. Realizza ritratti di numerosi scrittori e artisti tra cui Argon, Eluard, Breton… E cominica a fotografare Parigi.

1947: ottiene la naturalizzazione francese.

1948: nasce la figlia Lise.

1949: inizia a collaborare con la rivista Paris Match e realizza dei reportage fin dal primo numero. Questa collaborazione durerà per altri venti anni.

1950: viene pubblicato il suo primo libro “Les Yeux de l’âme” e poi “Paris des rêves” che verrà ripubblicato sedici volte e venduto in 170.000 esemplari.

1951: viene pubblicato “Grand Bal du printemps” realizzato con Jacques Prévert. Viene invitato alla mostra “Five French Photographers” al MoMa di New York con Doisneau, Ronis, Brassaï e Cartier-Bresson.

1952: trascorre del tempo a Londra con Prévert per la realizzazione del libro “Chermes de Londres”.

1953: viene pubblicato “Paradis terrestre” con testi di Colette e “ The Queen’s People”.

1955: viene pubblicato “Israël” con prefazione di André Malraux e all’Art Institute di Chicago si tiene una sua personale.

1963-64: è l’unico fotogiornalista ammesso da Chagall durante la realizzazione del soffitto dell’Operà di Parigi.

1965: viene pubblicato il libro “Le Cirque d’Izis”.

1969: viene pubblicato il libro “Le Monde de Chagall” e lascia Paris Match.

1977: viene pubblicato “Paris des poètes”.

16 maggio 1980: muore a Parigi nella sua casa di rue Henri-Pape.

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