Gen 8, 2015

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Sette minuti dopo la mezzanotte – di Valeria Cremaschi

Sette minuti dopo la mezzanotte – di Valeria Cremaschi

Sette minuti dopo la mezzanotte – di Valeria Cremaschi

Opera partecipante al progetto tematico “Dal tramonto all’alba” condotto nel 2014 dal C. F. “Il Grandangolo” di Carpi (MO)

“Gli occhi avrebbero guardato sempre e la voce avrebbe risuonato sempre.

Da sveglio o mentre si dormiva, dentro o fuori casa, nel bagno, a letto… non c’era modo di fuggire.

Nulla si possedeva di proprio se non pochi centimetri cubi dentro il cranio”.

 

In Sette minuti dopo la mezzanotte si entra all’interno di sette camere da letto per scrutare ciò che accade e ciò che anima questi luoghi.

Un momento di sospensione dove si indaga gli stati d’animo dei soggetti ritratti.

  1. Il Direttore says:

    “Sette minuti dopo la mezzanotte”, di Valeria Cremaschi, è un’opera animata da un’idea concettuale perché è giustificata da un concetto temporale.
    E’ lo stesso momento nel ritmo della giornata che giustifica lo scatto fotografico dell’autrice, un momento simbolicamente forte perché è parte del rituale del quotidiano di ognuno.
    E’ il momento dove la giornata è davvero terminata e il nostro letto ci accoglie con chi abbiamo più vicino.
    Gli scatti riprendono scenari che abbracciano le diverse età della vita, dal neonato, alla fanciullezza, alla coppia giovane e anziana.
    Valeria Cremaschi intrecciando nello stesso momento trame esistenziali così diverse ci apre la coscienza sulla complessità che nasce dall’articolazione della vita collettiva e dall’unicità di ogni condizione individuale.
    Sono immagini dalla forte valenza metaforica dove ognuno può trovare aspetti che gli appartengono e ricevere stimoli per una riflessione sul grande mistero della nostra più intima umanità.
    Complimenti all’autrice che con un lavoro essenziale è riuscita a comunicare un ampio mondo di bei sentimenti.

  2. Gabriele Bartoli says:

    Il lavoro di Valeria Cremaschi, si può considerare una sintesi delle ultime azioni che compiono le persone prima di addormentarsi. Ovviamente potrebbero essere molteplici, ma Valeria ci mostra un campione sufficientemente vario. Per cercare di non interferire con i soggetti, ci propone questo “volo d’uccello”. Un singolare punto di vista, che se da un lato ci propone una visione oggettiva, dall’altro ci fa pensare agli ultimi gesti che a nostra volta compiamo prima di addormentarci. Questo mettere in relazione diversi stati d’animo, dá maggiore spessore ad un lavoro comunque gradevole.

  3. roberto montanari says:

    Una riflessione interessante. La ripresa fotografica dall’alto e il taglio della luce restituiscono, già dalla prima dolce immagine, un’atmosfera “immersiva” e in tal modo, scorrendo le foto, la mente è portata a riflettere su quanto la nostra vita sia, ad ogni nuovo giorno, sempre una grande dono e anche un bel mistero. Osservandole viaggio con il pensiero, perdendomi nella grandezza dell’animo umano. Un grazie all’autrice per la delicatezza e la sensibilità con cui ci ha presentato il lavoro.
    Roberto Montanari.

  4. Massimo Pascutti says:

    “Sette minuti dopo la mezzanotte ” di Valeria Cremaschi è un lavoro di grande fascino ,per l’idea che sta alla base della sua realizzazione e per la variegata quanto azzeccata scelta dei soggetti che lo animano. Le fotografie sono una sintesi perfetta di spaccati di vita normale, situazioni in cui ognuno di noi ha avuto modo di rispecchiarsi e forse è proprio per questa ragione che risultano così efficaci; ma nello stesso tempo ci raccontano tante storie quasi tutte accomunate però da un senso di serenità…una serenità che niente e nessuno sembra poter scalfire…serenità e silenzio per far tacere le urla e gli spari del mondo che ci circonda. Grazie Valeria per averci donato questa serenità : il mondo continua nonostante tutto.

  5. Molto intimo e delicato il lavoro di Valeria. La scelta di questa luce soffusa che fa intravedere le persone, la ripresa dall’alto come uno sguardo che osserva senza disturbare troppo. Un’idea molto semplice ma nella quale ognuno a proprio modo può riconoscersi, è il momento in cui ci si raccoglie nel proprio letto, nei propri pensieri, con le persone amate oppure soli. Ringrazio Valeria per queste belle immagini e per il suo personale modo di interpretarle.

  6. Ho amato il lavoro di Valeria dalla sua ideazione, alla realizzazione e alla elegante scelta espositiva. Il delicato rispetto con cui ha saputo ritrarre l’intimità dei suo soggetti viene trasmesso a chi guarda l’opera, che si trova a condividere il silenzio e la sospensione, la quiete di quell’attimo.
    Grazie Vale!

    Stefania Lasagni

  7. maurizio tieghi says:

    Siamo in presenza di una buona recita a soggetto, sembra di assistere a foto di scena per una telenovela televisiva. Intrigante immaginare la fotografa andare in giro di notte con lo scaletto a cinque gradini, sempre che non si sia appesa ai lampadari per scattare le foto. Indovinatissimo l’uso del colore caldo ed impastato che ci rimanda tutti quanti a sogno d’oro.

  8. Orietta Bay says:

    Con questo buon lavoro abbiamo la conferma che non è tanto la novità del tema quello che rende interessante e dà valore ad un’opera quanto la scelta espressiva fatta dall’autore. E’ il come ci viene proposto il racconto quello che lo rende unico e a volte indimenticabile.
    Valeria Cremaschi ha saputo creare un’atmosfera intima, calda, coinvolgente. Dando valore a gesti quotidiani nei quali ci possiamo riconoscere, idealmente, ci fa sentire protagonisti.

    Complimenti all’autrice

    Orietta Bay

  9. Massimo Bardelli says:

    Una grande delicatezza per far rivivere in momento comune ad ognuno di noi, quando prima del riposo cerchiamo di lasciare indietro tutto quello che ci può aver infastidito durante il giorno. Grazie ad un’ottima lettura della luce, silenzio, tranquillità e serenità pervadono le immagini. Immagini che trasmettono il desiderio di riuscire ad apprezzare fino in fondo quel tempo sospeso prima dell’abbandono al sonno. Brava!
    Massimo

  10. Il lavoro di Valeria è dolce,intimo,
    ma caratterizzato da una forte vena espressiva,
    eseguito in punta di piedi.
    In pochi scatti ci fa entrare nelle stanze come ospiti silenziosi,
    e ci rende partecipe di quei momenti..

  11. Giancarla Lorenzini says:

    Ho apprezzato molto il punto di vista dall’alto che, oltre a rendere nuovo il tema scelto, da l’idea di una presa di distanza, di un modo di approcciarci con gli altri in maniera discreta, appunto fuori scena, quasi in punta di piedi, rispettando l’intimità del momento, cosa difficile oggi tra trovare. Complimenti.

  12. Isabella Th says:

    Ci vuole così poco per fare un bel lavoro, Valeria lo dimostra, recitando con grande sensibilità e poesia l’intimità di giorni comuni, senza enfasi, con grande naturalezza.
    La bellezza sta nelle persone raffigurate e nella quotidianità che ci rappresenta.
    Il punto di vista così personale e particolare sdogana senz’altro il lavoro dall’ovvietà sempre in agguato.
    Alla faccia di chi crede che per fare il fotografo si debbano macinare chilometri.

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