Giu 23, 2015

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Identikit d’Autore – Antonio Lovison

Identikit d’Autore – Antonio Lovison

Identikit d’Autore – Antonio Lovison

 

Immagini lette nel Photo Day al C.F. “La Barchessa” di Limena.

 

Uno degli aspetti che più mi affascinano della fotografia, è il suo grande potere di “immaginare”, di formare immagini.

Questo mi ha spinto a considerare l’importanza dei “significanti”, che rendano possibile ciò.

Succede dunque che l’occhio, svelando le trame strutturali dell’immagine, già preesistenti nel pensiero, gioca con la percezione visiva, determinando nuovi “significati”.

Certamente uno sguardo di natura estetica il mio; una visione che muove dalla fascinazione dell’ambiente urbano, rutilante di luci e nuove forme architettoniche.

Fascinazione che non nasconde però gli aspetti contradditori del vivere quotidiano e che sottolineo in un serrato gioco di forme.

  1. Il Direttore says:

    Ho conosciuto Antonio Lovison a Limena al Photo Day organizzato dal C.F. “La Barchessa” in quell’attività abbiamo letto insieme numerose opere dei fotografi della zona attorno a Padova.
    Un ambiente dalla cultura fotografica dalle profonde radici nella storia della fotografia italiana che si è sviluppata attorno alla figura carismatica di Gustavo Millozzi e ai Circoli Fotografici di quel territorio. Notevoli sono stati portfolio presentati che hanno messo in evidenza le ricerche in atto dai fotografi padovani. Molto interessanti anche le tematiche affrontate con autentica necessità interiore e risolte nelle opere con un vivo spirito di ricerca.
    Antonio Lovison è pittore e fotografo dalla spiccata sensibilità estetica per la composizione fotografica, in questa serie di immagini possiamo conoscerne le tendenze stilistiche.
    Il suo gusto compositivo è attento alla forma che sempre è raccolta in equilibri armonici; il ritmo è vera energia grafica; il colore, spesso i colori puri, è l’elemento che conferisce la carica emozionale.
    La realtà tradotta nella forma, ci porta a un genere fotografico poco nominato ma molto praticato: il “Realismo formalista”.
    Complimenti ad Antonio Lovison per la coerenza stilistica con la quale conduce i propri lavori.

    • Caro Silvano,
      mi ha fatto piacere leggere il tuo commento positivo fatto alle opere dell’amico Antonio Lovison che apprezzo anch’io sia come autore che come formatore nei suoi interventi nell’ambito del Gruppo Fotografico Antenore. Grazie anche di esserti ricordato di me, vecchio fotografo ma sempre giovane nella passione fotografica! Con sincera amicizia, Gustavo

  2. Fantastic work as always dear Antonio your sense of composition, line, colour and texture are admirable. Your work is avant guard and exceptional, your style is unique and your work makes one want to return and look at it again and again. Congratulations my friend and thank you for sharing your talent!

    Please note that we are unable to see your first 2 works which is a shame!

    Fantastico lavoro come sempre caro Antonio tuo senso della composizione , la linea , il colore e la consistenza sono ammirevoli . Il vostro lavoro è avanguardia ed eccezionale , il tuo stile è unico e il tuo lavoro fa sentire il desiderio di tornare e guardare ancora e ancora . Congratulazioni mio amico e grazie per aver condiviso il tuo talento !

    Si prega di notare che non siamo in grado di vedere i vostri primi 2 opere che è una vergogna !

    • Il Direttore says:

      Please note that the first two slides are not images but messages in words.

      Precisiamo che le prime due slide non sono immagini ma messaggi in parole.

  3. Sono splendide foto. Complimenti ad Antonio Lovison.

  4. Massimo Pascutti says:

    Bellissimo e affascinante il lavoro di Antonio Lovison che attraverso un uso sapiente del colore e della composizione cattura la nostra attenzione con forme intriganti e inusuali.
    Apprendo dal nostro Direttore che Antonio è pittore oltre che fotografo e sicuramente la sua sensibilità artistica emerge prepotentemente e ci coinvolge in un gioco di rimandi che si potenziano l’un l’altro.
    Complimenti vivissimi all’autore!

  5. Antonino Tutolo says:

    In questo lavoro l’autore trascende la materialità dei soggetti per coglierne i giochi di linee, di punti, di superfici; di colori, di ombre e luci, di accordi e contrasti. Il soggetto non è preso per quello che è, ma per la pura visività. Non conta la sua materialità; e non conta nemmeno più l’estetica; la forma è manifestazione di una realtà, è tensione di forze, … è un essere vivente.

    Archi, incroci, linee rette e spezzate, parallele e perpendicolari, triangoli, assonanze di colori e di materia, dissonanze, contrasti. In queste complessità non c’è disarmonia, non c’è anarchia; tutto segue una logica complessa, armonica, raffinata.

    In “Punto, linea, superficie”, V.Kandinsky, il maggiore innovatore dell’arte del secolo corso, ci insegna ad “ascoltare” la forma, creando un nuovo rapporto con l’opera d’arte, che diviene “la possibilità di entrare nell’opera, diventare attivi in essa e vivere il suo pulsare con tutti i sensi”.

    A mio avviso, l’ultima immagine di questo lavoro è diversa dalle altre; in quanto, in puro stile “Franco Fontana”, molto più semplice e serena, gioca “solo” sulla geometria astratta delle forme e sui contrasti di colore saturo.

    In tutto questo lavoro si sente la “mano” del pittore”.

    Complimenti all’autore

  6. Teofilo Celani says:

    Vasilij Kandinsky, in un suo scritto del 1911, poi divenuto fondamentale per la storia dell’arte nel Novecento: “Lo spirituale nell’arte”, rifletteva sul fatto che ogni forma, ogni colore ha una precisa tonalità psichica, che trova puntuali riscontri nell’animo dell’uomo.
    Più di altri Kandinsky aveva percepito il legame profondo tra ‘suono’ e ‘colore’; il senso del ritmo, comune a tutte le arti, il cromatismo, la dinamica, il battito della luce.
    Nel condividere questa suggestione, trovo nella ricerca di Antonio Lovison, l’espressione del ‘Sonic Design’ di cui scrivevano, nel 1976 Robert Cogan e Pozzi Escot.

  7. ottavio girardello says:

    E’proprio il caso di affermare che le tue “VISIONI”sono esclusivamente tue, nel senso che il tuo stile (se vogliamo usare questa parola un po’ obsoleta), non ha riscontri in nessun’altro, che io sappia.
    Per gli estranei, solo io e Mano Vedovato ne conosciamo le origini, in parte comuni e condivise: tu hai saputo svilupparle e farle evolvere in un nuovo modo di “percepire il reale e l’irreale che ci sta dentro allo stesso tempo”. Ma, come sai meglio di me, le parole (il linguaggio) non sono mai capaci di spiegare niente, al massimo possono suggerire, aiutare, evocare, ma oltre non vanno. Le tue “visioni” si vedono solo attraverso gli occhi di chi ha un’anima.

  8. Isabella Tholozan says:

    Quanti pensieri scatenano le immagini quando riescono a sdoganarsi dalla forma originaria e cominciano a pulsare di vita propria, donata loro da chi sa guardare oltre l’ordinario.
    L’eterna lotta tra luce e ombra è musa per tutti gli artisti, la fotografia ne è l’essenza in quanto vive di questi due estremi.

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