mar 2, 2017

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INTRO pt.1 – di Daniela Calanca

INTRO pt.1 – di Daniela Calanca

 

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INTRO pt.1 vuole raccontare, attraverso gli autoscatti della protagonista, una mancanza.

La sofferenza e il dolore che si attraversano in un momento di disagio.

Il silenzio assordante del nulla.

L’impossibilità di reagire e fare uscire dal corpo il senso di vuoto.

Questi autoscatti li ho creati per cercare di guardarmi da fuori, quasi fosse un percorso terapeutico.

Un’introspezione, che parte da dentro e termina all’esterno, in attesa del sollievo della liberazione.

Daniela Calanca

 

 

INTRO pt.1

di Daniela Calanca

 

  1. Il Direttore says:

    “INTRO pt.1″, di Daniela Calanca, è un’opera animata da un’idea narrativa artistica per aver condotto un’azione introspettiva con creatività estetica.
    Le intenzioni umanissime dell’autrice sono ben esposte nel suo breve testo di presentazione.
    Sentire il disagio dato dal non riuscire a colmare una mancanza, è un’esperienza umana naturale dalle cause più diverse, esterne e interne all’individuo.
    L’autrice ha scoperto la fotografia da pochi anni e conosciuto il meccanismo espressivo dell’autoritratto, molto praticato dalle fotografe. Subito ha compreso che la fotocamera sarebbe stata una sua compagna fedele a cui affidare i propri sentimenti più intimi.
    Nell’opera lei sceglie di comunicare aspetti della sua vita interiore con l’essenzialità e la potenza simbolica del linguaggio del corpo.
    La gestualità compone col linguaggio della metafora il porsi a nudo dell’Essere.
    La sequenza di immagini emozionali (mosso ed posture multiple) inizia dalla quotidianità, attraversa l’universo di emozioni e commozioni che portano all’urlo liberatorio.
    Ma come in ogni esperienza straniante c’è il momento del ritorno in Sé e il corpo con le sue armonie simmetriche riprende coscienza della sua forza e della sua fragilità.
    La narrazione si chiude con lo strisciare a terra dell’essere che si allontana dalla sua maschera lasciata vuota sul divano.
    Penso che sia un’opera da leggere lentamente e ascoltare nelle emozioni che riesce a provocare in ognuno.
    Complimenti a Daniela Calanca per aver realizzato un’opera di grande valore artistico che, con l’eleganza e la determinazione tipicamente femminile, ha la capacità di comunicare dei sentimenti universali sulla condizione spirituale della donna dei nostri giorni.

    • Daniela Calanca says:

      E’ sempre grande onore per me leggere commenti e critiche di questo mio lavoro così personale ed intimo.
      Profonda stima ed affetto per chi riesce a leggermi dentro in modo così profondo. E profonda gratitudine a chi ha creduto in me.
      Di nuovo grazie.

  2. Micaela Gotelli says:

    Un’autrice comunicativa pur nella sua introspezione. Un lavoro delicato pur nella forza del disagio espresso. Delicati cromatismi in antitesi con il sentimento interiore che emerge… Complimenti per le immagini di grande impatto emotivo!

  3. Complimenti a Daniela,ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente,una bella persona, sempre solare.
    Fotograficamente penso che il suo lavoro dimostri l’abilità nell’uso espressivo del suo corpo con un risultato eccellente!

  4. Franca Catellani says:

    Un’opera complessa , profondamente introspettiva ,immagini intense . La fotografia come espressione per la conoscenza del sé . Non è facile mettersi a nudo davanti allo strumento fotografico, ci vuole coraggio.
    Daniela si affida all’arte , ed è forse, proprio per questo che è avvenuta una liberazione in senso più ampio .L’espressionismo da voce alla rabbia , al dolore, all’ aggressività, il convulso movimento per uscire dal corpo materico. L’arte visiva è diventata, la proiezione , lo specchio ,il percorso che l’ha condotta in quel labirinto chiamato inconscio . L’autoritratto, la costruzione autobiografica è occasione per dare corpo e forma a sentimenti , a scenari interiori; frammenti di immagini che ricostruiscono e restituiscono luoghi e sentimenti personali . La capacità ,l’intuizione e la creatività di Daniela mostrano un lavoro, credo, molto faticoso in tutti i sensi, sia fisico che psicologico . Un magma di immagini sovrapposte , indistinte da un leggero mosso ,prendono forma ,si spingono fuori dalla cornice verso il mondo esterno visibile a tutti . Forse, qui c’è davvero la rinascita e la riconciliazione del sé . Ho conosciuto Daniela esattamente il giorno che ha presentato l’opera alla lettura portfolio di Colorno , ho notato l’ansia ,il pallore sul viso e lo scambio di risatine nervose con le sue amiche, cosi’ le ho chiesto e lei < Si signora ma sono cosi’ nervosa che non so se riusciro’ ad assistere fino in fondo . Daniela era seduta due file piu’ avanti, e quando fecero il suo nome si alzo’ lentamente, si copri’ il viso con le mani e ando’ verso Orietta Bay che iniziava a leggere la motivazioni . Si ! cara Daniela la tua è stata la 1° opera che ha vinto . e il battimani dei presenti ti ha accompagnato . Sono molto contenta quando questi giovanissimi autori raggiungono soddisfazioni personali e utilizzano l’arte fotografica come linguaggio per comunicare il loro mondo .

    • Daniela Calanca says:

      Vero cara Franca, hai espresso bellissime sensazioni. Le stesse che ho provato quel giorno in Reggia. E’ stato un’onore e un grande privilegio averti conosciuta. Grazie ancora per la tua recensione così sentita. Onorata.

  5. Massimo Pascutti says:

    Il lavoro di Daniela Calanca mi ha colpito come un pugno nello stomaco perchè con la sua costruzione impone un ritmo narrativo che va in crescendo fino alla soluzione finale, dove finalmente c’è una liberazione (forse ) dalla sofferenza.L’unico punto fermo è quel divano anonimo, inospitale, mentre la protagonista si dibatte nel tentativo di liberarsi dell’abito che la costringe e la fa soffrire; il mosso, usato in modo creativo, aumenta il pathos della sequenza delle immagini e nonostante ciò lo sguardo che chiede drammaticamente aiuto nella foto n° 8 emerge in modo fermo.
    Vedendo il lavoro di Daniela, mi convinco sempre di più di quanto le donne posseggano una sensibilità e una forza tutte particolari che le porta a raggiungere livelli di eccellenza . Complimenti vivissimi a Daniela!

    • Daniela Calanca says:

      Massimo, leggo sempre con vero piacere le tue recensioni.
      Hai fatto una lettura perfetta del mio sentire e di ciò che volevo rappresentare.
      Il divano inospitale, forse, era l’unico punto fermo del momento.
      Avremo modo di parlarne e di confrontarci.
      A presto e grazie.

  6. Ricordo perfettamente questo lavoro, ho avuto modo di apprezzarne pubblicamente la pregevole composizione tecnica, ma anche di ritenerlo un esercizio di stile su di un tema déjà vu tanto caro alle fotografe.
    Ora rivedendolo la mia attenzione viene particolarmente attratta elemento sempre presente nella sequenza di immagini: il divano. Per rimanere nel campo artistico quello dello psicoanalista è una icona importantissima nella letteratura e nelle cinematografia, in questo portfolio la sua staticità suggerisce forti elementi di sicurezza. Nelle case italiane tipicamente davanti al divano c’è un televisore, magari acceso che mando in onda uno spot di una fabbrica di divani dove due artigiani romagnoli, padre e figlio con la bella erre rotonda che rimanda a vacanze balneari, piadina e sangiovese, infondono sicurezza e genuinità enfatizzando l’importanza della tradizione familiare.
    Infine cosa resta sul divano colonna portante del racconto se non la sola coperta, come quella di Linus. I portfolio fotografici sono figli delle strisce e dei cartoons, si eccelle quando con pochi fotogrammi si riesce a condensare le infinite problematiche esistenziali. Come in questo caso.

    • Daniela Calanca says:

      Le critiche sono sempre ben accette, quando sono costruttive e non distruttive. Da neofita nel campo della fotografia, non posso che ringraziare chi ha profuso consigli per spronarmi a fare sempre meglio.
      A presto Maurizio.

  7. Danilo Baraldi says:

    Che dire! E’ un lavoro MOLTO FORTE, che denota quanto una persona stia soffrendo, quanta rabbia possa avere.
    Poi la conosci, con lei vai a vedere delle mostre, condividi momenti culinari, ma soprattutto scherzi.
    E allora ti chiedi: “E’ la stessa persona?”.
    La risposta è senz’altro: “Si!”.
    L’essere riusciti a mettersi in gioco in quel modo è senza dubbio liberatorio, ti aiuta tanto, anche se forse non completamente.
    A noi osservatori ci ha fatto un grande regalo, ci ha donato la sua interiorità, la sua fragilità, che l’ha sconvolta in un momento particolare della propria vita.
    Ne dobbiamo fare tesoro: le foto, che sono state realizzate indubbiamente bene (visto che è riuscita a trasmetterci tante emozioni), e la sua INTROspezione.
    Brava, e te lo dico ancora una volta.
    Danilo Baraldi.

    • Daniela Calanca says:

      Grazie Danilo per le belle parole e per come mi hai descritta.
      Sai che per me è sempre un piacere la condivisione e il confronto, che sono e resteranno sempre un grande punto di forza.
      Un abbraccio.

  8. Luca Monelli says:

    Il lavoro di Daniela Calanca, lo abbiamo visto nascere. Mi ricordo quando mi ha mostrato i primi scatti di un lavoro ancora solo abbozzato ma che già mostrava le ali …

    Daniela è socia del nostro club dal 2014 ed ha fatto dei passi da gigante e si è distinta da subito per i suo lavori con grande gioia di tutti noi.

    Non aggiungo altro, sotto l’aspetto artistico, a quello che ha già così ben descritto Silvano nella sua introduzione.

    Il lavoro di semina, di questi anni, di Silvano sta dando grandi frutti e per osmosi tanti altri soci, sull’onda di Daniela, si sono dedicati anima e corpo alla realizzazione dei loro portfolio.

    Proprio ieri sera parlavo con due di questi soci e mi raccontavano che hanno chi 3 e chi 4 progetti ai quali stanno lavorando. Quindi avanti a gonfie vele …

    Complimenti Daniela, il tuo presidente.

    • Daniela Calanca says:

      Grazie Luca per aver creduto in me, per avermi spronato e incoraggiato, in un periodo dove scattare era particolarmente difficile e complicato.
      Il successo di questo lavoro, mi ha fatto capire quanto la fotografia possa essere terapeutica e quanto possa “aiutare” a superare la sofferenza.
      Per me lo è stato.

  9. gigi montali says:

    Brava Daniela, il tuo è un ottimo portfolio, si è aggiudicato il primo premio a Colorno meritatamente. Poteva sembrare un lavoro costruito ad hoc per avere l’attenzione della giuria, ma conoscendoti si capisce subito che esce dal tuo profondo, sincero ed immediato, per cui ancor più meritevole. Ancora complimenti a Daniela Regina di Colorno!!

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