Nov 22, 2018

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UOMINI SOLI… – di Alma Schianchi

UOMINI SOLI… – di Alma Schianchi

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Per scelta o per la perdita della compagna di una vita, si ritrovano ogni giornoal “circoletto”, diventato quasi una seconda casa, dove, tra una partita a carte, due steccate al biliardo e “un goto di vino”, si scaldano gli animi e dimenticano per qualche ora la solitudine di una casa vuota…

Alma Schianchi

 

 

UOMINI SOLI…

 di Alma Schianchi

 

 

  1. Il Direttore says:

    “Uomini soli”, di Alma Schianchi, è un’opera animata da un’idea narrativa tematica per la rappresentazione soggettiva della vita sociale di uomini anziani in un pubblico ritrovo.
    La fotografa ci mostra che per Lei narrare è cogliere i momenti e gli spazi salienti, in cui si esprimono le persone e le cose che simbolicamente danno il significato a questo bar.
    La composizione, molto consapevole di cosa intende raccontare, è densa dell’uso espressivo degli “archetipi della rappresentazione” in particolare: la soglia, la quinta, la cornice, il piedistallo, la posa.
    La solitudine della vita anziana e le manifestazioni euforiche del gruppo, fanno da momenti significanti in una sequenza che inizia con anonime atmosfere urbane, per scaldarsi nei tavoli da gioco e concludersi con la tenerezza verso i simboli del limite che l’età impone al corpo.
    Complimenti a Alma Schianchi perché la sua narrazione è stata rivelatrice, spingendosi oltre la superficie delle rumorose apparenze, per toccare le corde sensibili della complessa stagione della vecchiaia, in particolare dell’uomo.

    • Alma Schianchi says:

      Grazie Silvano per la pubblicazione e per il commento che mi ha emozionato e ha colto perfettamente lo stato d’animo che ho provato nella realizzazione del racconto, stare vicino a queste persone per diverso tempo mi ha fatto capire e andare oltre le apparenze di certe situazioni ,spesso date per scontate.

  2. Gigi montali says:

    Il reportage di Alma ci racconta come anche il bar può diventare un luogo socialmente utile, quando si perdono le persone vicine e i figli e nipoti sono impegnati nella quotidianità, il bar diventa quel luogo d’incontro dove cercare di combattere la solitudine. Una partita a carte con gli amici, due chiacchiere ed un bicchiere di bianco diventano la miglior cura per allontanare la malinconia alle persone anziane. Brava Alma, hai rappresentato bene questi luoghi !

  3. Antonio Desideri says:

    Avevo già apprezzato questo lavoro, anche se non mi era mai capitato di parlarne in maniera compiuta. Ottima occasione quindi per soffermarsi meglio. La prima parola che adopererò è “compostezza” (parente più che prossima di “composizione”) perché le immagini di Alma hanno questo dono: c’è un grande senso di ordine fotografico, nulla manca e nulla è di troppo; ogni taglio, anche quelli che sembrano più arditi, a mio avviso ha un preciso significato. Guidare il nostro sguardo verso quel che dobbiamo vedere, sia con linee guida sia con l’uso sapiente della profondità. E non parlo solo di profondità di campo ma anche di quella dote che ci permette di scorgere l’essenziale e il profondo nel gesto quotidiano, virando la sua apparente banalità in un gran sentimento di calore e significanza. Significa molto, per questi uomini soli, il ritrovarsi assieme in un luogo comune; significa ancor di più per noi che guardiamo da un’altra età e un’altra esistenza questa condizione apparentemente lontana. E dopo i simboli, anche la narrazione affascina e ci porta a capire, a leggere questa storia come, appunto, una storia; un racconto che parla di oggi e anche del passato che si rinnova ad ogni brindisi. Si festeggia lo stare insieme, l’esserci, il calore della vita che non si spenge mai. Fino al prossimo bicchiere o alla prossima foto.

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