Ago 18, 2019

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Il mondo invisibile – di Federica Venturi

Il mondo invisibile – di Federica Venturi

 

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Ho viaggiato in Irlanda ed ho scoperto un mondo magico.

E’ il mondo delle creature fatate, dei folletti, delle sirene, dei pooka e dei demoni dell’aria.

In questo mio lavoro ho cercato di fotografare questo mio viaggio fisico, ma anche mentale, fatto di emozioni, di sensazioni e soprattutto di percezioni.

Ho visto un Pooka prendere le sembianze di un cavallo, un bagliore nel mare, ho sentito il vento forte e assordante e strani rumori provenire dal bosco.

Ho cercato di fotografare questa magia, quello che ho visto e sentito.

 

 

Il mondo invisibile

di Federica Venturi

 

 

 

  1. Il Direttore says:

    Anche questo post si occupa dell’invisibile, non più di quello rivelato dal mosso ma di un altro che è immaginabile col linguaggio figurato della Metafora.
    La metafora agisce in noi spontaneamente, col meccanismo della “proiezione psichica” (K.Jung) che non è un codice (che comunica a tutti lo stesso significato) ma un processo sensoriale visivo.
    “L’immaginazione metaforica conosce ragioni che la ragione non conosce”, con questo pensiero Francesca Rigotti ci rivela la natura soggettiva della lettura della metafora.

    Federica Venturi si esprime con metafore, nel senso che fotografa la realtà componendo gli elementi che toccano le corde della sua sensibilità. Nella sequenza notiamo che dal paesaggio di scenario tende a quello del frammento, noi non capiremmo il secondo senza il primo.
    La tensione narrativa procede dalle atmosfere perturbanti dell’intempemerie a quelle serene scaldate dal sole, tipiche irlandesi.

    Le fotografie ci comunicano le forme del suo sentito e alimentano la nostra immaginazione metaforica.
    Questo portfolio è un buon esempio di come comunicare l’essenza intima “vista” dal fotografo nel viaggiare in un’altro paese.
    Raramente mi è capitato vedere risolta in un portfolio l’ampia esperienza di un viaggio; normalmente ci troviamo un alto numero di immagini in cerca di un concept che spesso non c’è.

    Complimenti a Federica Venturi per aver realizzato in ripresa un portfolio di viaggio non convenzionale: scegliendo come soggetto il proprio sentire quella nuova realtà, rendendolo visibile con metafore.

    • Federica Venturi says:

      Grazie Silvano per la pubblicazione e per il prezioso commento, un arricchimento e uno stimolo incredibile!

  2. Massimo Pascutti says:

    Federica Venturi ci ha abituati nei suoi lavori, alla poesia resa immagine. Anche questo reportage sensoriale non fa eccezione; è presente la magia della tradizione popolare irlandese, con i suoi folletti, i suoi spiriti e la natura con le sue manifestazioni. Federica ha subito l’indiscutibile fascino di questi luoghi, traendone delle sensazioni visive ed epiteliali che ha saputo miracolosamente riprodurre in immagini, come solo un’artista di grande sensibilità è in grado di fare.
    Grazie a Federica per questa boccata di poesia pura e di grande fotografia.

  3. Maurizio Tieghi says:

    Strane similitudini tra i due lavori fotografici che m’incuriosiscono, che hanno in comune solo nel loro titolo l’invisibile come soggetto. Se è invisibile non è un’immagine, quindi non può essere fotografato ma solo immaginato, allo stesso modo delle mie parole inutile per raccontarvi cose che vedo solo io, quindi per voi in-visibili. Reportage di viaggio minimalista, meno mostro di questo posto stranoto e più lascio all’immaginazione di chi poi ricorderà come un qualsiasi luogo apparente, che potrebbe benissimo essere Lido Estensi d’inverno anche se è al mare e in pianura. Quello che vedo io dell’invisibile posto è raccontato con un linguaggio fotografico un poco di maniera, prendo un poco di questo e un poco dell’altro, poi ci ritorno su e riparto. Come si fanno nel montaggio dei film quelli che non amano il piano sequenza, come si fa nelle poesie dove le parole si si posano a caso una su l’altra. Alcune di queste foto mi danno la sensazione di essere in fila indiana: io che guardo la foto, davanti da me la fotografa che guarda la modella (che diventa lei stessa), davanti la fotografa la modella che guarda il paesaggio invisibile. Situazione perfetta per un quadro di Magritte. Mi piace molto anche trovare una costante tra le crini della cavalla, i cappelli della ragazza e i fili d’erba, mossi dal vento.

  4. Rosella Centanni says:

    Mi complimento con Federica Venturi per il suo portfolio di viaggio che ci comunica un mondo di magia con sensibilità, attraverso efficaci metafore.

  5. Massimo Mazzoli says:

    Un’opera in cui la coerenza stilistica aderisce alla narrazione e ne arricchisce il contenuto.
    L’autrice ci prende per mano e ci accompagna a percorrere le emozioni che ha accolto con sensibilità.
    Soltanto in un paio di immagini questo legame è meno stringente , complimenti Federica e grazie per aver condiviso la tua ricerca.

  6. Federica Venturi says:

    Grazie a tutti per i commenti, ne farò tesoro .

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